Sul Sinodo, Gianni Valente: Il Sinodo può andare avanti e raggiungere la sua meta solo se esiste ancora il Popolo di Dio – pastori e fedeli –, guidato infallibilmente dal sensus fidei


"Il sismografo" in questi giorni si sta rivolgendo a diversi colleghi vaticanisti per chiedere un loro ulteriore contributo di analisi e commento in merito all'importante Assemblea straordinaria sinodale dedicata alla famiglia.
Gianni Valente, collaboratore di Vatican Insider, ci ha offerto la sua riflessione in risposta a questa domanda:
Senza entrare in complessi approfondimenti, quale  la caratteristica o riflessione che più ti ha colpito o che ritiene di notevole rilevanza di questo Sinodo?
"1) Dell’ultimo Sinodo mi ha colpito la sua incompiutezza. Condizione che racconta di una Chiesa in ricerca, in cammino. Entrata «in pazienza», per usare un’espressione di Papa Francesco («Questo vuol dire sopportare, portare sulle spalle il peso delle difficoltà, il peso delle contraddizioni, il peso delle tribolazioni», omelia nella cappella di Santa Marta, 7 maggio 2013). 

Una Chiesa che non è apparsa assorbita solo dalla cura di confezionare sicure tute anti-Ebola perchè la Verità non sia contaminata, ma piuttosto intenta a cercare nuove strade affinché quella Verità incontri gli uomini e le donne così come sono. Nella condizione in cui si trovano. Senza troppe precauzioni. Cercando il contatto, il “corpo a corpo” con le loro vite concrete.
Così, implicitamente, il Sinodo dei vescovi è tornato a suggerire che la salvezza promessa dal cristianesimo si trasmette sacramentalmente, per i gesti che il Signore opera oggi, e non come si trasmettono le idee, le opinioni, i principi. Il dinamismo per cui vive e si muove la Chiesa è un dinamismo sacramentale, in cui ogni cambiamento reale nelle vite dei credenti ha la sua sorgente nella grazia. Questa percezione del mistero della salvezza rappresenta anche la vera origine della sollecitudine mostrata intorno alla questione dell’eucaristia e del confessionale aperto per i divorziati risposati, da valutare caso per caso e a certe condizioni, che ha rappresentato il punto più discusso del confronto sinodale. La fiducia nei sacramenti come germi reali di cambiamento e di salvezza nelle vite ammaccate degli uomini prevale sul conteggio dei requisiti.
2) Un’altra caratteristica da registrare è che tutto il cammino sinodale, al di là di ogni riduzione “parlamentarista” e di ogni agguato o manovra  preconcetti, si affida a una scommessa: la scommessa fiduciosa per cui il Sinodo può andare avanti e raggiungere la sua meta solo se esiste ancora il Popolo di Dio – pastori e fedeli –, guidato infallibilmente dal sensus fidei, che lo liberi e immunizzi sia dalle lusinghe e dalle pressioni del pensiero unico veicolato dal mainstream mediatico, sia dalla dittatura dei circoli clerical-mediatici che negli ultimi lustri hanno preteso di dettare legge all’intero corpo ecclesiale da posizioni di potere, acquisite per cooptazione su base ideologica: piccoli sant'Uffizi virtuali, sempre a caccia del “nemico” interno, il cattolico traditore che ha tralignato dalla sana dottrina, che avevano preso gusto nel gestire piccole e grandi operazioni di politica ecclesiastica."
Gianni Valente, collaboratore di Vatican Insider

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